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Cammelo STORY 
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Messaggio Cammelo STORY
Non è che sulu Max avi cosi interessanti da cuntari...ce' virè Cammelo, và!!

Cammelo Story.
Questa è la storia di Cammelo, un bambino nato verso la fine degli anni 60. Cammelo nasce, cresce e pasce nel cuartiere carrubbazza. A quei tempi vivere alla carrubbazza era assai difficile, soprattutto era difficile confrontarisi con i carusi che appartenevano a stimatissime e rispettabili famigghe. Cerano i cunigghiari, chiamati accussì perché le loro matri sfurnavano figghi tipo i cunigghia. Cerano famigghie con 10 o 12 figghi.
Certe volte queste famigghie avevano discussioni, dibattiti, controversie che risolvevano con la classica sciarratina. Le fimmine erano cuelle più agguerrite e abituale alla lotta di cuartiere. Tiratine di capiddri, tumpulati, muzzucuna…la tecnica di combattimento era varia, diversificata. Non vi dico le parole che usavano, ho imparato a conoscere parole che hanno arricchito il mio vocabolario. Si andava da bu**ana a tappinara da m’pistata a bagascia da truscia a cosci lordi, insomma cera l’imbarazzo della scelta.
Cuesto era più o meno cuello che succedeva spesso. Ora capirete che crescere in un cuartiere così non era proprio lideale. La mia famigghia non era così, mio padre travagghiava allAnic e ma Mà era casalinga e cercavamo di farini i cazzi nostri. Durante linfanzia qualche piccolo guaio imprevisto capitava di farlo. Giocando per strada, capitava spesso che si faceva casino. Era normale che, per tacitare e limitare i danni, i vicini di casa risolvessero la situazione con la classica sicchiata d’aqua che era un deterrente dissuasivo ed efficace per mettere fine alle scorribande… min**ia che palore.
Mi ricordo cuando andavo alle elementari, non era come adesso. I genitori ti accompagnavano forse il primo o secondo giorno di scuola dopodicchè ti arrangiavi da solo. Infatti capitava qualche volta che uno si faceva cunnucere da qualche parte e si caliava la scola. Mi ricordo che ma Pà mi scopriva sempre, a volte aiutato da qualche compagno miriusu e soprattutto spiuni. Mio padre aveva un metodo assai dissuasivo e convincente per farmi capire che la scuola era fondamentale ed era un mio dovere. Quando non bastavano le mani veniva utilizzato “ u nerbu”. min**ia carusi era un ottimo ed efficace promemoria.
Comunque passatu u guaiu passava u spavento e la vita andava avanti così. Ritornando alla cuestione spiuni mi viene in mente un certo Ernestu detto Ernestu sparalestu. Era un bambino un po’ più sviluppato degli altri, alto grossu e cu l’occhiali e sempri surato. Mi ricordo che d’estati purtava sempri dra speci di sandali di gomma chi ci facivinu surari e fetiri i peri, diciamo che dal punto di vista igenico-sanitario era assai carente e deficitario. Io non lo sopportavo ma essendo che era assai grossu mi dovevo sforzare.
Allepoca vicino alla mia casa passava a linia…u trenu và. Spesso capitava di fare a guerra che petri.
Na vota, aimè, ci spunnaio a testa a unu, u ngagghiaiu precisu precisu da nuca. Frusti e durdellu, mava misu mezzu e guai. Va viri comu fu chi vinni a sapiri che ero stato io….forse Ernesto ci curpa. Ho passato giorni e giorni rinchiuso in casa e ma Mà: macche Cammè unnesci? No Mà mi siddria.
Per farla corda a distanza di giorni Raziu, chiddru da testa spunnata, mi n’gagghiau e mi desi danti di chiddri tumpulati chi ancora mi fanu mali.
Continua….se vi piaciu.


domenica 6 agosto 2017, ore 15:33
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Messaggio Re: Cammelo STORY
cammelo ha scritto:
Non è che sulu Max avi cosi interessanti da cuntari...ce' virè Cammelo, và!!

Cammelo Story.
Questa è la storia di Cammelo, un bambino nato verso la fine degli anni 60. Cammelo nasce, cresce e pasce nel cuartiere carrubbazza. A quei tempi vivere alla carrubbazza era assai difficile, soprattutto era difficile confrontarisi con i carusi che appartenevano a stimatissime e rispettabili famigghe. Cerano i cunigghiari, chiamati accussì perché le loro matri sfurnavano figghi tipo i cunigghia. Cerano famigghie con 10 o 12 figghi.
Certe volte queste famigghie avevano discussioni, dibattiti, controversie che risolvevano con la classica sciarratina. Le fimmine erano cuelle più agguerrite e abituale alla lotta di cuartiere. Tiratine di capiddri, tumpulati, muzzucuna…la tecnica di combattimento era varia, diversificata. Non vi dico le parole che usavano, ho imparato a conoscere parole che hanno arricchito il mio vocabolario. Si andava da bu**ana a tappinara da m’pistata a bagascia da truscia a cosci lordi, insomma cera l’imbarazzo della scelta.
Cuesto era più o meno cuello che succedeva spesso. Ora capirete che crescere in un cuartiere così non era proprio lideale. La mia famigghia non era così, mio padre travagghiava allAnic e ma Mà era casalinga e cercavamo di farini i cazzi nostri. Durante linfanzia qualche piccolo guaio imprevisto capitava di farlo. Giocando per strada, capitava spesso che si faceva casino. Era normale che, per tacitare e limitare i danni, i vicini di casa risolvessero la situazione con la classica sicchiata d’aqua che era un deterrente dissuasivo ed efficace per mettere fine alle scorribande… min**ia che palore.
Mi ricordo cuando andavo alle elementari, non era come adesso. I genitori ti accompagnavano forse il primo o secondo giorno di scuola dopodicchè ti arrangiavi da solo. Infatti capitava qualche volta che uno si faceva cunnucere da qualche parte e si caliava la scola. Mi ricordo che ma Pà mi scopriva sempre, a volte aiutato da qualche compagno miriusu e soprattutto spiuni. Mio padre aveva un metodo assai dissuasivo e convincente per farmi capire che la scuola era fondamentale ed era un mio dovere. Quando non bastavano le mani veniva utilizzato “ u nerbu”. min**ia carusi era un ottimo ed efficace promemoria.
Comunque passatu u guaiu passava u spavento e la vita andava avanti così. Ritornando alla cuestione spiuni mi viene in mente un certo Ernestu detto Ernestu sparalestu. Era un bambino un po’ più sviluppato degli altri, alto grossu e cu l’occhiali e sempri surato. Mi ricordo che d’estati purtava sempri dra speci di sandali di gomma chi ci facivinu surari e fetiri i peri, diciamo che dal punto di vista igenico-sanitario era assai carente e deficitario. Io non lo sopportavo ma essendo che era assai grossu mi dovevo sforzare.
Allepoca vicino alla mia casa passava a linia…u trenu và. Spesso capitava di fare a guerra che petri.
Na vota, aimè, ci spunnaio a testa a unu, u ngagghiaiu precisu precisu da nuca. Frusti e durdellu, mava misu mezzu e guai. Va viri comu fu chi vinni a sapiri che ero stato io….forse Ernesto ci curpa. Ho passato giorni e giorni rinchiuso in casa e ma Mà: macche Cammè unnesci? No Mà mi siddria.
Per farla corda a distanza di giorni Raziu, chiddru da testa spunnata, mi n’gagghiau e mi desi danti di chiddri tumpulati chi ancora mi fanu mali.
Continua….se vi piaciu.


UlucodiraccifallaiviticafaV :x


sabato 26 agosto 2017, ore 15:45
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Messaggio Re: Cammelo STORY
cammelo ha scritto:
cammelo ha scritto:
Non è che sulu Max avi cosi interessanti da cuntari...ce' virè Cammelo, và!!

Cammelo Story.
Questa è la storia di Cammelo, un bambino nato verso la fine degli anni 60. Cammelo nasce, cresce e pasce nel cuartiere carrubbazza. A quei tempi vivere alla carrubbazza era assai difficile, soprattutto era difficile confrontarisi con i carusi che appartenevano a stimatissime e rispettabili famigghe. Cerano i cunigghiari, chiamati accussì perché le loro matri sfurnavano figghi tipo i cunigghia. Cerano famigghie con 10 o 12 figghi.
Certe volte queste famigghie avevano discussioni, dibattiti, controversie che risolvevano con la classica sciarratina. Le fimmine erano cuelle più agguerrite e abituale alla lotta di cuartiere. Tiratine di capiddri, tumpulati, muzzucuna…la tecnica di combattimento era varia, diversificata. Non vi dico le parole che usavano, ho imparato a conoscere parole che hanno arricchito il mio vocabolario. Si andava da bu**ana a tappinara da m’pistata a bagascia da truscia a cosci lordi, insomma cera l’imbarazzo della scelta.
Cuesto era più o meno cuello che succedeva spesso. Ora capirete che crescere in un cuartiere così non era proprio lideale. La mia famigghia non era così, mio padre travagghiava allAnic e ma Mà era casalinga e cercavamo di farini i cazzi nostri. Durante linfanzia qualche piccolo guaio imprevisto capitava di farlo. Giocando per strada, capitava spesso che si faceva casino. Era normale che, per tacitare e limitare i danni, i vicini di casa risolvessero la situazione con la classica sicchiata d’aqua che era un deterrente dissuasivo ed efficace per mettere fine alle scorribande… min**ia che palore.
Mi ricordo cuando andavo alle elementari, non era come adesso. I genitori ti accompagnavano forse il primo o secondo giorno di scuola dopodicchè ti arrangiavi da solo. Infatti capitava qualche volta che uno si faceva cunnucere da qualche parte e si caliava la scola. Mi ricordo che ma Pà mi scopriva sempre, a volte aiutato da qualche compagno miriusu e soprattutto spiuni. Mio padre aveva un metodo assai dissuasivo e convincente per farmi capire che la scuola era fondamentale ed era un mio dovere. Quando non bastavano le mani veniva utilizzato “ u nerbu”. min**ia carusi era un ottimo ed efficace promemoria.
Comunque passatu u guaiu passava u spavento e la vita andava avanti così. Ritornando alla cuestione spiuni mi viene in mente un certo Ernestu detto Ernestu sparalestu. Era un bambino un po’ più sviluppato degli altri, alto grossu e cu l’occhiali e sempri surato. Mi ricordo che d’estati purtava sempri dra speci di sandali di gomma chi ci facivinu surari e fetiri i peri, diciamo che dal punto di vista igenico-sanitario era assai carente e deficitario. Io non lo sopportavo ma essendo che era assai grossu mi dovevo sforzare.
Allepoca vicino alla mia casa passava a linia…u trenu và. Spesso capitava di fare a guerra che petri.
Na vota, aimè, ci spunnaio a testa a unu, u ngagghiaiu precisu precisu da nuca. Frusti e durdellu, mava misu mezzu e guai. Va viri comu fu chi vinni a sapiri che ero stato io….forse Ernesto ci curpa. Ho passato giorni e giorni rinchiuso in casa e ma Mà: macche Cammè unnesci? No Mà mi siddria.
Per farla corda a distanza di giorni Raziu, chiddru da testa spunnata, mi n’gagghiau e mi desi danti di chiddri tumpulati chi ancora mi fanu mali.
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:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: leggo solo ora cammelo, scusa!

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venerdì 17 novembre 2017, ore 19:58
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Messaggio Re: Cammelo STORY
Cammelo continua ca mi piaci a to storia.

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giovedì 15 febbraio 2018, ore 20:04
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Messaggio Re: Cammelo STORY
L’infanzia a carrubbazza non era una cosa semplice, tutti i giorni ti dovevi confrontare e affrontare situazioni diverse, il pericolo era senpre in agguato. A maggior parte dei iochi era pì strata. Se si iocava o palluni cerano diverse varianti, si putiva iocare a nà porta, in cuesto caso la porta era un garagi. Certi cannunati a dru povitu garagi, finu a quannu quarchi signura si stuffava e ti biava la classica vaggilata d’acqua accompagnata dalla più svariata, variopinta e folcloristica varietà di parulazzi. Cerinu fimmini chi putivunu mazzari na pirsuna che paroli, cosa chi ora sarebbe impensabile diri a un picciriddru…i tempi erano diversi. Non cerano i stolching…i mobbing… bullismo e non cerano mancu i pedofili, anzi i pedofili cerano sulu che non si sapeva ce erano pedofili. Pirsuni ranni chi avevano u viziu di tuccati i picciriddri.
Non cerano tutti sta informazione e pregiudizi che ci sunnu ora, si viviva chiù sereni…sereni nell’ignoranza.
Personaggi tinti cinnerinu assai, mi ricordo in particolare a N’Toniu soprannominato Mangiasurci. Era un tipo tintu, girava sempri suli e se disgraziatamenti capitavutu nello stesso raggio d’azioni pì tia era finuta.
Per prima cosa di dumannava sordi, sordi un cinnerunu e quindi era megghiu ci cappavi che se ti prendeva di dava mazzati, accussì senza motivo. Crescendo mi avvicino ai salesiani……..


venerdì 16 febbraio 2018, ore 3:15
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