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Data iscrizione: sabato 22 settembre 2007, ore 16:26
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Che spaccato...era veramente così? (è una domanda retorica...).
Che dire... indubbiamente è stata una bella botta di culo avere il petrolio sotto i piedi... per le cose che ha portato...INIZIALMENTE.


lunedì 17 dicembre 2007, ore 19:22
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è molto interessante. il giornalista ha descritto molto bene la vita gelese dell'epoca, un ritratto che mi era già stato riferito dai racconti dei miei nonni...se proprio vogliamo dirla tutta, non credo che Gela sia cambiata tantissimo nella sua indole profonda....si è modificata, trasformata.....ma ha mantenuto intatta la sua essenza... a me piacerebbe tantissimo poter fare un viaggio a ritroso nel tempo, per poterla vedere allo stato originario, prima dell'avvento dell'industria, quando al pontile sbarcavano le paranze a vela cariche di pesce. darei oro per fare ciò...

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lunedì 17 dicembre 2007, ore 19:36
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un mio commento, fanculo, l'evoluzione, l'emancipazione, voglio ritornare ,come quasimodo, quando si recava a gela,e stendermi su spiagge d'orate,,senza la brezza chimica, che à acccompagnato la mia innocenza;
mi ricordo giornate di sole splendende,invece adesso sempri ventu, ventu, ma dove sono le mie estate gelesi, sono andati in fumo,fuoriuscito dalle ciminiere del nostro futuro, del nostro benessere,ma la pagheranno, sii che la pagheranno, ccù l'interessi.

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lunedì 17 dicembre 2007, ore 20:16
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gianiro ha scritto:
kpaxv.1 ha scritto:
Che spaccato...era veramente così? (è una domanda retorica...).
Che dire... indubbiamente è stata una bella botta di culo avere il petrolio sotto i piedi... per le cose che ha portato...INIZIALMENTE.


Leggendo la cosa che ha lasciato più sorpresi Dada e me è stata la parte dove diceva:

"C’era il mare, e qualche famiglia vi si recava d’estate a fare i bagni da Catania, da Enna, da Caltanissetta. Allora, fra la povera gente del posto circolava qualche soldo in più, un po’ più di vita. Ma tutto finiva con gli ultimi giorni di settembre".

Non metteva per niente in conto che poteva essere una risorsa!!! Il turismo intendo.
Certo che 50 anni fa avevano proprio tutta un'altra concezione dell'industria. Oggi si fanno le barricate contro "l'Eolico" e prima si lodavano le Raffinerie.


Come hai detto tu; non c'era poprio la mentalità per far soldi sfruttando la risorsa naturale nella sua interezza...
O forse,all'epoca le cose erano così disastrose che questo non sarebbe bastato... bo,chi lo sa cosa pensavano allora i cittadini gelesi...
Una cosa però è sicura... non sapevano,dato l'anafalbetismo dilagante,cosa avrebbe portato ,a lungo termine ,un'industria del genere...
Forse le barricate le avrebbero fatte...


lunedì 17 dicembre 2007, ore 20:28
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anche io mi sono fatta raccontare dai miei nonni e dai miei parenti come si viveva a Gela tanti anni fa, mi raccontano di cose accadute anche prima che arrivasse il petrolchimico; ne sicuramente a Gela non si stava una meraviglia, ma non posso certo dire, per quanto mi raccontano che fosse una città morta di fame; sicuramente c'era miseria, non c'erano le comodità che abbiamo oggi e le case, per la maggior parte, erano terragne, maa Gela aveva grandissime risorse non sfruttate e poi andate al macero a seguito del petrolchimico, Gela aveva una fiorente campagna che esportava cotone nel nord italia, nelle fabbriche, Gela aveva la possibilità di arricchirsi attraevrso il turismo, ed entrambe le cose sono venute meno con l'avvento dell'indistria che sicuramente ha portato lavoro, sviluppo,...
la cosa che mi più mi ha colpito di questoa rticolo è stato il disprezzo quasi per quello scorcio di vita paesana, tipicamente paesana, che si respirava e si respira ancora inparte a Gela, e di cui personalmente, da gelese, non mi vergogno.
poi definirlo un paese dimenticato da Dio è anche troppo!!!!!! ci sono state nel tempo le iniziative per migliorare la situazione economica e sociale, ci sono stati glis forzi di alcuni politic dell'epoca, di quelli che si interessavano della città anche quando se ne andavano a Roma, e ci sono state anche le realtà di estrema povertà, come in tutte le città penso, ma mi da fastidio leggere tra le righe quasi un disprezzo per una città dimenticata da Dio, povera, senza futuro, se non fosse stato per l'enichem perchè appartenente a tutta una realtà quale è il mezogiorno povero e morto di fame.
Ci sono ancora oggi e c'erano tanti anni fa i poveri braccianti che in piazza aspettavano la giornata di lavoro, e l'enichem ha contribuito a dare altro lavoro, ma c'è stata una diversa realtà gelese fatta di persone che hanno lavorato e che hanno portato avanti valori e società, anche in ristrettezze economiche.
Insomma per me Gela per quanto città agricola, con tutti i guai a essa connessi non è lo spaccato di questo articolo; sarebbe belloc ome dice Ryoga tornare indietro,a vere una macchina del termpo e toccare con mano, ne potremmo parlare con più cognizione di causa, ma purtroppo non si può
Scusate lo sfogo ma è più fprte di me quando leggo cose che non mi vannoa genio sulla mia città.


lunedì 17 dicembre 2007, ore 23:10
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Eccellente articolo.
Come avrò più tempo, lo leggero con più attenzione e calma.
E' un bello spaccato inedito della storia di Gela nei mitici anni '60.

Comunque, adesso che leggo...mi sembra davvero penoso. :?
Il problema è che adesso ci ritroviamo con un territorio che non abbiamo saputo sfruttare.

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Ultima modifica di ellenico eseguita lunedì 17 dicembre 2007, ore 23:35, modificato 1 volta in totale.



lunedì 17 dicembre 2007, ore 23:24
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talpetta ha scritto:
anche io mi sono fatta raccontare dai miei nonni e dai miei parenti come si viveva a Gela tanti anni fa, mi raccontano di cose accadute anche prima che arrivasse il petrolchimico; ne sicuramente a Gela non si stava una meraviglia, ma non posso certo dire, per quanto mi raccontano che fosse una città morta di fame; sicuramente c'era miseria, non c'erano le comodità che abbiamo oggi e le case, per la maggior parte, erano terragne, maa Gela aveva grandissime risorse non sfruttate e poi andate al macero a seguito del petrolchimico, Gela aveva una fiorente campagna che esportava cotone nel nord italia, nelle fabbriche, Gela aveva la possibilità di arricchirsi attraevrso il turismo, ed entrambe le cose sono venute meno con l'avvento dell'indistria che sicuramente ha portato lavoro, sviluppo,...
la cosa che mi più mi ha colpito di questoa rticolo è stato il disprezzo quasi per quello scorcio di vita paesana, tipicamente paesana, che si respirava e si respira ancora inparte a Gela, e di cui personalmente, da gelese, non mi vergogno.
poi definirlo un paese dimenticato da Dio è anche troppo!!!!!! ci sono state nel tempo le iniziative per migliorare la situazione economica e sociale, ci sono stati glis forzi di alcuni politic dell'epoca, di quelli che si interessavano della città anche quando se ne andavano a Roma, e ci sono state anche le realtà di estrema povertà, come in tutte le città penso, ma mi da fastidio leggere tra le righe quasi un disprezzo per una città dimenticata da Dio, povera, senza futuro, se non fosse stato per l'enichem perchè appartenente a tutta una realtà quale è il mezogiorno povero e morto di fame.
Ci sono ancora oggi e c'erano tanti anni fa i poveri braccianti che in piazza aspettavano la giornata di lavoro, e l'enichem ha contribuito a dare altro lavoro, ma c'è stata una diversa realtà gelese fatta di persone che hanno lavorato e che hanno portato avanti valori e società, anche in ristrettezze economiche.
Insomma per me Gela per quanto città agricola, con tutti i guai a essa connessi non è lo spaccato di questo articolo; sarebbe belloc ome dice Ryoga tornare indietro,a vere una macchina del termpo e toccare con mano, ne potremmo parlare con più cognizione di causa, ma purtroppo non si può
Scusate lo sfogo ma è più fprte di me quando leggo cose che non mi vannoa genio sulla mia città.


Anch'io ho colto questo senso di disprezzo che il giornalista fa alla gela di quel tempo...
Ha infastidito anche me... :?


lunedì 17 dicembre 2007, ore 23:33
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non si può non leggere tra le righe un velato razzismo che qualcuno potrebbe chiamare realismo.
c'era la povertà, vero, ma era in tutto il mezzoggiorno all'epoca, non solo a gela.
è arrivato l'eni e gela si è arricchita mentre tutte le altre cittadine (esempio ragusa) sono rimaste povere?? assolutamente no.
oggi come oggi la situazione si è ribaltata, siamo stati solo uno strumento.
ma alla fin fine sviluppo reale non ne abbiamo avuto. basta guardare come è ridotta gela adesso.
la colpa non va tutta all'eni però, sia ben chiaro!!!

x quanto riguarda il turismo, i nostri concittadini sono zaurdi ora (permettetemelo), figuriamoci 45 anni fa.

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martedì 18 dicembre 2007, ore 4:47
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talpetta ha scritto:
anche io mi sono fatta raccontare dai miei nonni e dai miei parenti come si viveva a Gela tanti anni fa, mi raccontano di cose accadute anche prima che arrivasse il petrolchimico; ne sicuramente a Gela non si stava una meraviglia, ma non posso certo dire, per quanto mi raccontano che fosse una città morta di fame; sicuramente c'era miseria, non c'erano le comodità che abbiamo oggi e le case, per la maggior parte, erano terragne, maa Gela aveva grandissime risorse non sfruttate e poi andate al macero a seguito del petrolchimico, Gela aveva una fiorente campagna che esportava cotone nel nord italia, nelle fabbriche, Gela aveva la possibilità di arricchirsi attraevrso il turismo, ed entrambe le cose sono venute meno con l'avvento dell'indistria che sicuramente ha portato lavoro, sviluppo,...
la cosa che mi più mi ha colpito di questoa rticolo è stato il disprezzo quasi per quello scorcio di vita paesana, tipicamente paesana, che si respirava e si respira ancora inparte a Gela, e di cui personalmente, da gelese, non mi vergogno.
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Insomma per me Gela per quanto città agricola, con tutti i guai a essa connessi non è lo spaccato di questo articolo; sarebbe belloc ome dice Ryoga tornare indietro,a vere una macchina del termpo e toccare con mano, ne potremmo parlare con più cognizione di causa, ma purtroppo non si può
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Parlando con gianiro gli dicevo proprio questo....secondo me il giornalista ha calcato troppo la mano....considerare Gela addirittura uno dei posti peggiori della Sicilia di allora mi sembra una forzatura...

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martedì 18 dicembre 2007, ore 13:46
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infatti sono d'accordo con te dada, anche perchè gela nno è stata l'eccezione di un posto ultra povero che è diventato profondamente ricco con l'industria, sono curiosa di leggere la seconda metà dell'articolo, vediamo un pò che c'è scritto ancora :evil:


martedì 18 dicembre 2007, ore 15:22
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talpetta ha scritto:
infatti sono d'accordo con te dada, anche perchè gela nno è stata l'eccezione di un posto ultra povero che è diventato profondamente ricco con l'industria, sono curiosa di leggere la seconda metà dell'articolo, vediamo un pò che c'è scritto ancora :evil:


Esattamente...a parer mio ha dato un quadro molto peggiore della realtà :evil:
Non c'entra niente col discorso...ma tee...ci vieni al meeting?? :wink:

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martedì 18 dicembre 2007, ore 16:07
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non lo so se sono a gela :cry: :cry:


martedì 18 dicembre 2007, ore 19:20
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