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"L'Eni paga i disastri con le briciole" 
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Data iscrizione: lunedì 3 marzo 2008, ore 15:21
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Messaggio "L'Eni paga i disastri con le briciole"
Una sanatoria con la complicità dello Stato
"L'Eni paga i disastri con le briciole"
"Io Amo Gela" denuncia protocollo-beffa


Gela -Il movimento di Magdi Allam "Io Amo Gela" è pronto a dare battaglia all'Eni, che intende riparare ai disastri ambientali con una sorta di "condono tombale". Il coordinamento provinciale, rappresentato in città da Sergio Tufano contesterà il "Protocollo transattivo" che dovrebbe mettere al riparo l'Eni da ogni contestazione. L'intesa dovrebbe essere siglato con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il documento titola "Protocollo d'intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto Torres".

Una sorta di sanatoria ambientale. "L'Eni non pagherà più per i disastri ambientali se non indennizzando con briciole - denuncia Sergio Tufano - Condanniamo fermamente questo tipo di iniziativa, sarebbe l'ulteriore beffa, la conferma del dominio, dello strapotere dell'Eni, novello colonizzatore a danno delle popolazioni che per anni hanno subito indifese (dallo Stato) la politica aziendale. E quando le popolazioni hanno reagito minimamente a tutto ciò per tutta risposta l'Eni ha minacciato di chiudere stabilimenti, ha ridotto le commesse alle ditte locali, insomma ha esercitato azioni di ricatto e di pressione verso il territorio". Il movimento cristiano giudica inaccettabile ed ha chiesto "l'istituzione di una commissione nazionale autonoma che valuti il comportamento dell'Eni in merito alla bonifica dei siti inquinati che riteniamo debba essere fatta non con soldi pubblici ma attraverso accantonamenti di bilancio della stessa azienda per poter far fronte ad eventuali risarcimenti per inquinamenti e disastri ambientali, una sorta di "fondo rischi ambientali". Il presidente Magdi Cristiano Allam porrà la questione al Governo. "Ci faremo parte diligente - dice ancora Tufano - affinchè il Ministro dell'Ambiente receda da questa iniziativa di un protocollo transattivo che metterebbe al riparo da risarcimenti danni l'Eni. Nel contempo chiediamo che venga rivista la convenzione con la quale l'Eni a fronte dell'utilizzo del sottosuolo siciliano per l'estrazione del greggio versa alla Regione royalties irrisorie. Devono essere portate al 20 per cento e che l'utilizzo di queste risorse sia destinato esclusivamente a beneficio delle popolazioni che subiscono lo sfruttamento del loro sottosuolo. Una sorta di indisponibilità per la Regione che potrà utilizzare le somme introitate unicamente per realizzare iniziative a vantaggio di quelle popolazioni". Il movimento politico ha ricordato esempi ritenuti emblematici del colosso chimico. L'Eni inquina, distrugge e lo Stato paga i danni. «Recentemente sono arrivati a Gela un centinaio di milioni di euro per la bonifica della discarica fosfogessi, frutto di accumulo a cielo aperto di rifiuti di lavorazione, per l'esattezza fosfati di gesso, dello stabilimento, con un tasso di radioattività elevatissimo. Ebbene lo stabilimento ha ottenuto il beneficio statale per risanare il sito, una volta sanato l'Eni sullo stesso sito ha avuto approvato un impianto fotovoltaico di circa 7 megawatts che produrrà energia che verrà venduta e contestualmente sarà attivata la procedura di ottenimento di un beneficio europeo sulla produzione di energia alternativa. Eni così ha bonificato un sito che aveva inquinato con i soldi dello Stato, ci farà produzione di energia elettrica, alto business, che venderà ricavando soldi e siccome sono "bravi" riceveranno un ulteriore contributo dall'Europa".

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[Una volta a Pietro Secchia] Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? (Palmiro Togliatti)


sabato 13 novembre 2010, ore 12:15
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