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lettera ai ragazzi 
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City Soldier
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Messaggio lettera ai ragazzi
Grande Pietro!

la lettera è lunga,ma ragazzi ne vale la pena!

Qualcuno penserà si tratti di un romanzo sdolcinato; altri magari lo riterranno un avvincente giallo; altri ancora, crederanno di essere di fronte a della pura cronaca nera. Niente di tutto ciò. In realtà, siamo davanti a qualcosa di molto più complesso, qualcosa che evidentemente fuorvia la capacità analitica dello spettatore, tanto da renderne pressochè nulla l'umana comprensione. Mi permetto di parlare in codesti termini poichè la sensazione imperante è quella di trovarsi sull'orlo di un profondo buco nero. Tra assordanti e silenziosi giochi di palazzo, pilastri portanti di squallidi intrecci e alleanze, dove una semplice e timida leccatina di culo nasconde concrete e indubbie possibilità di trasformarsi in una rigogliosa ed entusiasmante storia d'amore, alla Regione Sicilia impazzano le nomine di un esercito di consulenti esterni (in ordine di tempo 100 alla cultura per un più ampio totale di 370!!), in barba a qualunque prova concorsuale e naturalmente, senza che uno straccio di curriculum venga messo a disposizione della visione dei cittadini. Altro che crisi!. E si. Perchè è assolutamente normale che di questi tempi, un povero disgraziato che si barcamena tra debiti e disoccupazione, tanto per intenderci, un vera e propria vita da pascià, nel caso in cui si prendesse la briga di porsi una benchè minima domanda circa la valenza e la capacità di questa classe dirigente, beh, è scontato che si ritroverebbe già a 90 gradi prima ancora di realizzare un simile pensiero.
E non è mica fantascienza cari amici. No!. E' sconcertante realtà. Giacchè solo in tale maniera è possibile definire ciò a cui stiamo assistendo in questi caldi e vorticosi giorni di mezza estate. All'inizo del mese, media e giornali davano notizia dell' avvio dei saldi anche in Sicilia. Ebbene, di saldo dominante pare proprio al momento ce ne sia in vigore soltanto uno: quello negativo. Giornalmente tutti noi notiamo esposti a caratteri cubitali nelle vetrine dei negozi svariate cifre col segno meno davanti, ma paradossalmente, quegli stessi numeri, sembra invece stiano lì ad indicare non una percentuale di sconto, quanto piuttosto un trend del tutto negativo: il calo in percentuale degli acquisti!. Sono due le cose: o i commercianti si sono improvvisamente e ignaramente trasformati in lungimiranti economisti, oppure in semplici, ma efficaci indovini. La verità però è amaramente ben altra: la gente non ha più soldi!. E quei pochi, fetenti, maledetti euro che si ritrova, li tira fuori nell’angoscia e nel terrore di non rivederli mai più. La gente sta così economicamente inguaiata, da non avere più nemmeno le parole per dire di star male: altro che soldi!. Vi sembra di stare al cinema?. No, siamo in Sicilia.
E mentre nell’era di internet e della digitalizzazione, molti parlano di una avveneristica banda larga, pochi tra loro, ma tantissimi fra noi, sanno perfettamente che l’unica banda esistente in questa nostra martoriata Terra è quella composta da un branco di delinquenti, avvoltoi e lestofanti, esempio tanto antico quanto futuristico di una politica figlia del più malefico e sfrontato menefreghismo.
Ma si sa, cu futti, futti e Diu l’aiuta a tutti!. E perché mai Dio li aiuterebbe?. Forse per premiarli del continuo inganno profuso?. Verrebbe davvero complicato credervi. Dunque?. Difficile, se non impossibile rispondere a tale domanda. Ad ogni modo, quando arriverà il momento sarà mia meticolosa cura chiederglieLo.
Ma se è vero che questa fottutissima cricca può ingannare per sempre pochi o verosimilmente tanti, è mai possibile che possa riuscire seriamente ad ingannare per sempre tutti?. Giro questa domanda ai giovani e ai giovanissimi. Sarei proprio curioso di sapere se intendono rispondervi da cittadini o da sudditi!. Sarei proprio curioso di apprendere da essi quanto e soprattutto, cosa siano disposti a fare per non fare la figura dei citrulli, così come invece consumismo e tv spazzatura vorrebbero!. Bramo dalla voglia di sapere quanto essi amino sul serio la loro Terra!. Ma soprattutto, pagherei fin'anche qualcuno per capire se essi intendono affrontare un futuro da emigrati in terre straniere e continuare contestualmente a fregiarsi di un orgoglio siciliano fatto solo di cannoli, arancine e vino!. Se questo si chiama orgoglio siciliano, io sono Topolino!.
Ragazzi, se siete veramente convinti di amare la vostra Terra, allora non dovete fare altro che farla ripartire innamorandovi innanzitutto di voi stessi. Non guardate al futuro senza mai scrutare il passato. Non fermatevi alle apparenze: andate oltre. Sradicate dalle vostre menti quell’etichetta di schiavi e sudditi che la scuola italiana vi ha inculcato con il falso mito del Risorgimento!. La verità è ben altra. Essere siciliani non vuol dire contemplare nella più mera rassegnazione questo presente privandosi di osservare fiduciosi il futuro!. Comprendere pienamente cosa significhi orgoglio siciliano, implica innanzitutto avere in sé la consapevolezza storica di appartenere ad un popolo che per secoli ha lavorato e costruito per sé e che ha condiviso con i più importanti Paesi d’Europa non solo mezzi e sistemi di sviluppo e benessere, ma soprattutto arte, sapere e cultura.
E se qualche polentone ignorante, ovunque vi troviate, penserà bene di sbeffeggiare il vostro essere siciliani, allora rispondete dicendo che il misero e mulattiero utilizzo che egli fa della lingua italiana, lo deve alla Scuola Poetica Siciliana, nata alla corte siciliana di Federico II di Svevia e dalla quale Dante più avanti attingerà le basi per la nascita della lingua italiana.
Ragazzi, aprite le vostre menti e soprattutto, siate voi stessi e non chi altri vorrebbero foste!.
Quotidianamente giornali e televisione cercano in ogni modo di dipingere quest’Isola come un autentico giardino del crimine, dandone al mondo un’immagine tanto falsa quanto distorta!.
Giorno dopo giorno i mezzi di comunicazione spendono sempre più tempo per parlare di questa Terra solo in termini deprecanti e ghettizzanti!. Se fosse veramente come essi ci descrivono, ci scanneremmo come bestie rabbiose!. Grandi letterati di fama mondiale, come ad esempio Goethe, nei loro viaggi in Sicilia, furono concordi nel sostenere che “senza conoscere quest’Isola, non ci si può fare un’idea dell’Italia, perché è in Sicilia che si trova la chiave di tutto”. Vi parlo di uomini che hanno dato e stradato al mondo intero in chiave letteraria, filosofica, scientifica e artistica, cioè di gente che certamente non andava in giro delirando!. Questi sciacalli di oggi invece non perdono la minima occasione per additarci come mafiosi, ladri e farabutti!. Ebbene ragazzi, sappiate una sacrosanta cosa in merito alla mafia. Essa ci è stata concessa come “gentile regalo” da chi nel 1861 pensò bene di unire questo Paesotto da quattro soldi non perché gliene importasse minimamente qualcosa della gente del sud, ma solo ed esclusivamente per ragioni di comodo e sporco interesse economico. Dopo aver rubato di tutto e di più (la nostra ricchezza fu la loro salvezza!), dopo aver concluso una devastante pulizia etnica ai danni di uomini, donne, vecchi e bambini, dopo aver deportato migliaia di soldati del Regno delle Due Sicilie nei campi di concentramento di Fenestrelle e Pontelandolfo, sciogliendo orribilmente i più nella calce perchè non rimanesse alcuna traccia dei corpi, anticipando dunque di svariati anni i metodi dei lager nazisti, gulag sovietici e laogai cinesi, i “nobili e facoltosi” piemontesi capeggiati dai luridi e delinquenti Savoia, pensarono bene di andare oltre. Dietro laute ricompense, affidarono il controllo e presidio del territorio appena conquistato (il nostro!) a piccoli delinquenti da strapazzo, i quali, con l’appoggio di ufficiali garibaldini e piemontesi corrotti, iniziarono a “impadronirsi” di comuni e campagne con la promessa di vigilare attivamente per garantire l’ordine ed evitare quindi ogni accenno di ribellione. Più passava il tempo, più questi infami signorotti gestivano e garantivano “ordine”, elargendo favori e opere “di bene” a chi ne facesse richiesta e infiltrandosi contestualmente tra le famiglie di più alto rango sociale.
Ecco come è nata la mafia: E’ stata un dono dei Piemontesi!. Ma sappiate che prima della “virtuosa” Unità d’Italia, di mafia, sia Sicilia che nel resto del Meridione, non se ne era mai sentito parlare!!. Questa è l’unica verità storica accertata sulla nascita della mafia, che ovviamente i testi su cui avete studiato non riportano perché stilati con la menzogna e l’inganno!. E se qualche sceriffo o sconsiderato professore provasse a convincervi che la nascita della mafia è da accostare al fenomeno del brigantaggio post-unitario, sappiate che anche quella è una bufala!.
Un noto storico e scrittore, tale Antonio Gramsci, dichiarò espressamente che "lo Stato Sabaudo-Piemontese è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando e seppellendo vivi poveri contadini, che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti!". Insomma, a detta e fare di questi criminali e sciacalli, si vorrebbe far passare la mafia come un autentico e inequivocabile prodotto della Sicilia e del Sud. Niente di più falso!!. Magari adesso qualcuno di voi si starà chiedendo:” Ma perché scrivere una storia che non corrisponde a verità?”. Semplice. Ogni storia, dalla più antica alla più moderna, è sempre stata scritta dai vincitori, non dai vinti. Solo così potevano pensare di derubarci anche della nostra memoria!. Ci sono andati vicino, ma hanno fallito. Aprite gli occhi ragazzi e chiudeteli il meno possibile!. Se fin’ora avete riposto una benché minima e remota speranza in chi, a cominciare da Palermo, sta al governo, spazzatela via immediatamente. Essi sono siciliani solo sulla carta, ma non nella coscienza!. Sono i primi traditori della nostra Terra, legati a personali ed esclusivi interessi facenti capo a coloro i quali stanno a Roma!. Sono loro a svendere quotidianamente l’immagine e gli interessi dei siciliani per brama di potere e denaro!.
Ci hanno portato ad un autentico disastro e chissà a cosa di ancora più tragico e drammatico ci porteranno, se voi per primi non aprite gli occhi!. Urge dar vita a una nuova classe politica siciliana e sicilianista, svincolata da ogni legame con i partiti romani e padani, la quale inizi seriamente ad operare per i siciliani e non sui siciliani. Occorre passare da un' economia di consumo, basata fin' ora su beni e servizi padani, ad un'economia di produzione, supportata da un largo e costante consumo di beni e prodotti siciliani, la quale dia libero sfogo alle risorse, alle imprese e alle menti di questa Terra, sì da rilanciare una apprezzabile competitività ed arrestare la piaga dell'emigrazione giovanile!. Non serve nessun ponte sullo stretto, bensì ci occorre l'applicazione integrale del nostro Statuto (legge costituzionale dello Stato Italiano, datata 15 maggio 1946 e da allora considerata inesorabilmente carta straccia)!!. Tanto per farvi un esempio, se l'art.37 dello Statuto Siciliano venisse applicato, e cioè se le imprese commerciali e industriali che hanno sede legale fuori dal territorio della Sicilia, ma che in essa hanno stabilimenti e impianti, pagassero i tributi in Sicilia, sarebbero 30 miliardi di euro l’anno, che divisi per 6 milioni circa di siciliani farebbero 5.000 euro
a testa!!. Più in generale, se lo Statuto di autonomia venisse integralmente applicato, la nostra Terra sarebbe una delle Regioni più ricche d’Italia!. Pertanto, alla luce di tutto ciò, è sacrosanto asserire che non abbiamo cosa farcene di un falso e grottesco federalismo alla padana, fatto dal nord e per il nord!. Sono loro che hanno copiato dal nostro Statuto: noi non vogliamo e non dobbiamo copiare nulla, poichè la storia ci riporta che a loro abbiamo sempre insegnato!. Il far si che un giovane possa ragionevolmente lavorare per sè e per la collettività nella propria terra, è il fondamento sovrano di uno stato di diritto, lo stesso depredato e usurpato ormai da 150 anni da un branco di avvoltoi, ladri, assassini e usurai in nome di una Italia unita che in verità non è mai esistita semplicemente perchè i primi a non essere mai esistiti sono gli Italiani!!. Per 534 anni (1282 - 1816) siamo stati uno Stato sovrano e indipendente e quindi, se nel profondo dei vostri cuori sentite di essere liberi, allora dovete necessariamente iniziare a ragionare da indipendenti senza mai più assecondare chi viene a bussare alla vostra porta solo durante la propria campagna elettorale!. Siate sovrani di voi stessi!. Non date credito a gente che solo all’occorrenza vorrebbe farvi credere di riuscire a cambiare la vostra vita: sono dei millantatori. Sarebbe già una gran cosa se riuscissero a cambiare se stessi!.
Da 150 anni, siamo di fronte ad un sistema di oppressione storica, politica, economica e culturale. E per fermare tale drammatico fenomeno, occorre scardinare dalle menti dei siciliani e meridionali tutti, quella quotidiana prassi italo-padana frutto di sporche logiche colonialiste, che mira giornalmente a evidenziare e rimarcare l' immagine di un Sud e di una Sicilia incapaci ed inetti a fronte di un Nord prospero e facoltoso.
Le coscienze dei siciliani, ma più in generale, di tutti i meridionali, non sono affatto spente, ma solo sopite, da troppo, troppo tempo. E' vostro preciso, tassativo e imperativo compito, risvegliarle, ripulirle e riprogrammarle verso una nuova e antica identità popolare!. Servono perciò persone serie, responsabili e fuori da ogni sorta di logica partitocratico-statalista, ma soprattutto, occorrono persone che alla base del proprio operare nutrano un preciso e sincero sentimento: l'AMORE PER LA PROPRIA TERRA, senza se e senza ma!.
Isolate dunque tutti coloro i quali miserevolmente predicano che mai nulla cambierà: Se vi convingono che nulla può cambiare, allora niente cambierà!.
Concludo esortandovi a far vostro questo termine: ANTUDO (ANimus TUus DOminus, ovvero, Il Coraggio è il Tuo Signore). Tutti i siciliani fecero loro questa parola d’ordine durante il Vespro del 1282, cacciando definitivamente i francesi dalla propria Terra.
La Sicilia pretende RISPETTO e grida RISCATTO!. A Voi la scelta.


Pietro Di Caro
(Segretario nazionale giovanile EVIS)

http://evis-neva.blogspot.com/2010/07/a ... mment-form

_________________
è iniziato tutto nel silenzio e finirà nella stessa maniera...in silenzio...anche se le grida,le urla saranno solo dentro...


martedì 20 luglio 2010, ore 21:43
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