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Piccola Iena* ha scritto:
Qui si stava parlando dei genitori Razio. I ragazzi dovrebbero essere rieducati in strutture adeguate, o perlomeno dovrebbero garantire ai loro genitori i fondi per farli crescere come Dio comanda. Ma l'Italia è una nazione povera.

GelainB io sono la prima a non poter dire di avere il padre avvocato o chissà quali ricchezze, io vivo con il necessario e ogni tanto mi concedo qualche piacere. Non posso permettermi la roba firmata e non me ne vergogno, sono così e basta. I vestiti possono essere belli anche se non sono firmati e non costano 10000€. E credo che mi lascerei morire di fame piuttosto che rubare.


=D> =D>=D> =D> =D> =D>=D> =D> =D> =D>=D> =D> =D> =D>=D> =D>


giovedì 20 marzo 2008, ore 15:26
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dionisio ha scritto:
comunque, ci sono questi centri, ad esempio nel mio quartiere vi è il centro giovanile creato da don giuseppe fausciana.
siamo quasi in 500, e il parrino tenta in tutti i modi di far venire gente a rischio, per risanarli.
però il comune non da ne finanziamenti etc.. (non ce ne sono bisogno però fanno sempre comodo)
ho preso l' mgm come esempio, ma ci sono diverse associazioni che avrebbero bisogno di incentivi, e finanziamente.
comunque per info sul centro giovanile : http://www.mgmgela.org


Mi riferivo a strutture "laiche". mi riferivo a tante strutture in tanti quartieri...
Cmq tutte le esperienze sono positive... ma sono poche...

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C'é più tra zero e 1
che non tra 1 e 100" C. Baglioni
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giovedì 20 marzo 2008, ore 15:34
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Piccola Iena* ha scritto:
Qui si stava parlando dei genitori Razio. I ragazzi dovrebbero essere rieducati in strutture adeguate, o perlomeno dovrebbero garantire ai loro genitori i fondi per farli crescere come Dio comanda. Ma l'Italia è una nazione povera.

GelainB io sono la prima a non poter dire di avere il padre avvocato o chissà quali ricchezze, io vivo con il necessario e ogni tanto mi concedo qualche piacere. Non posso permettermi la roba firmata e non me ne vergogno, sono così e basta. I vestiti possono essere belli anche se non sono firmati e non costano 10000€. E credo che mi lascerei morire di fame piuttosto che rubare.



Non hai colto il senso della mia frase, ho parlato di omologazione, naturalmente se sotto c'è una famiglia che sa trasmettere i valori, la mancanza del superficiale non è certo in se causa di malanni sociali, ma va inquadrata in un generale malessere socio culturale economico ed esistenziale che coinvolge la gioventù della città.

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giovedì 20 marzo 2008, ore 15:52
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gianiro ha scritto:
La maggior parte dei "bulli" sono figli di professionisti e spesso non hanno problemi economici.

Ci vogliono: disciplina, rigore, punizioni.


non è propio cosi'........tutti i bulli che conosco io vengono da famiglie povere o cmq di delinquenti......poi c'è il caso anche del professionista, ma è l''eccezione........be', non è che ci vogliono punizioni.........i tumbulati a leva pilu......fino a quando non diventa gentile come u princi d'inghiletrra...


giovedì 20 marzo 2008, ore 21:55
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gianiro ha scritto:
La maggior parte dei "bulli" sono figli di professionisti e spesso non hanno problemi economici.

Ci vogliono: disciplina, rigore, punizioni.

c'è di fferenza fra ragazzo bullo e ragazzo viziato.

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giovedì 20 marzo 2008, ore 22:34
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Io ho sempre visto il problema del bullismo in italia (perchè le bande di ragazzi che pestano ci sono pure a Milano) come un problema dovuto al fatto che non esiste più una educazione collettiva della società, l'educazione in famiglia infatti non basta...serve che quando un bambino o un ragazzo viene richiamato da un adulto capisca di aver sbagliato nel torto o nella ragione...
purtroppo la televisione da il messaggio che da, basti vedere come i concorrenti di amici di maria de filippi trattini da rinco...niti i professori, ma con quale faccia ! ! !

ultima cosa, i primi a essere degli alberti storti siamo noi adulti che abbiamo perso totalmente il rispetto per il prossimo...come possiamo noi essere quindi dei bravi genitori/educatori?


sabato 22 marzo 2008, ore 1:46
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gianiro ha scritto:
La maggior parte dei "bulli" sono figli di professionisti e spesso non hanno problemi economici.

Ci vogliono: disciplina, rigore, punizioni.



in poche parole ci vogliono le cosi dette MAZZATIIIIIIIIIIII.


sabato 22 marzo 2008, ore 10:35
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francesco ha scritto:
mi hanno invitato il 28 marzo a fare un'incontro con i ragazzi delle 5° classi. Sarò in compagnia del capitano dei carabinieri e della finanza.
è una realtà difficile dove mancano i riferimenti familiari, conosco alcuni casi.
purtroppo famiglie disgregate con il padre in carcere e i figli che vogliono emularne le gesta.
Purtroppo i bulli di oggi, saranno con molta probabilità i mafiosi di domani.
Espressioni come “ educazione alla legalità” sono ormai incapaci di veicolare sogni e speranze che si agitano nei cuori di tanti ragazzi. Presentare la legalità solo in un’ ottica formale, come sistema di prescrizioni e di divieti, significa mancare l’ incontro con i giovani. Un giovane vuole sapere perché le cose esistono, non limitarsi a sapere che esistono. Ha bisogno di adulti che prendano in seria considerazione le sue domande, il suo bisogno di interrogare e interrogarsi.
I giovani hanno bisogno di una società che creda in loro.

Io e i miei compagni di questo bellissimo viaggio CI CREDIAMO, lo leggiamo negli occhi dei giovani che incontriamo.


E' questa l'insidia nel confondere Legalità e Legalismo, come avevo scritto nel mio primo post. Lo ritengo il tema cardine di una democrazia, a partire proprio dalle realtà locali. Occorre educare i giovani che rispettare le regole non è un fattore di conformismo, ma qualcosa di estremamente utile per il loro futuro e presentare il tutto con fatti ed esempi di vita non con modelli ideali. La legge non è un comando a cui uniformarsi ossequiosamente, come scrivono ancora certi manuali ottocenteschi, la legge è garanzia: la mafia e la criminalità in genere è la forma più pura di anarchia. L'educazione alla legalità deve capovolgere la prospettiva: non è più utile contravvenire alle regole (vedi l'esempio dell'evasione fiscale) ma il contrario, pur arrivando ad ammettere al proprio interlocutore (in questo caso il giovane studente) che l'ordinamento al riguardo può presentare delle lacune (nel caso dell'evasione fiscale, ad esempio, le pene sono irrisorie ed inefficaci).

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sabato 22 marzo 2008, ore 12:11
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Io credo che con rigore disciplina e quel tipo di mentalità che ha nella violenza un'espressione di autorità si perpetua propria la radice del (parola mai più cretina) bullismo.

Ideologie educative machiste e fascistoidi sono proprio alla base della violenza giovanile.
Che infatti,testimone ne è la cronaca,si esprime verso i diversi,come gli omoessuali,i presunti tali,i ragazzi studiosi.
Poi c'è anche il disagio sociale che è fortissimo.
I bulli gelesi sono i carusazzi delle famiglie meno abbienti,educati da padri mai cresciuti perchè,come diceva Pasolini,la miseria non conosce autorità.

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martedì 25 marzo 2008, ore 5:03
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io credo che, dove manca la famiglia (istituzione ormai, dal 68 in poi intesa come parcheggio provvisorio per ragazzi e priva di significati politici) dovrebbe essere più forte lòo stato. Alcuni di questi ragazzi il padre lo vedono solo per le feste quando torna in città, avvolte questi ragazzi sono pure figli di detenuti, e una madre sola, magari anche lei cresciuta in un modo sbagliato perchè, non può tirere su figli come li vorremmo noi. Poi noi consegniamo pure modelli economico sociali che per loro non sono raggiungibili con modi leciti. E , lo ripeto, se non si i nteviene in fretta si andrà avanti così per molto. Dobbiamo salvare i giovanissimi. a 5 anni un bambino si salva ancora, a 20 anni è davvero dura. Mio nonno diceva sempre, l'albero si raddrizza quando è giovane!

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"Le masse popolari in Europa,non sono contro le masse popolari in Africa.
Quelli che sfruttano le risorse in Africa,sono gli stessi che sfruttano l'Europa.
Abbiamo un nemico comune ! " (Thomas Sankara)
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venerdì 28 marzo 2008, ore 12:51
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manca la famiglia, demolita dallo stato, e lo stato stesso non ha prodotto rimedi e alternative.
Nella strada si cresce così.
Non è colpa dei ragazzi!

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Quelli che sfruttano le risorse in Africa,sono gli stessi che sfruttano l'Europa.
Abbiamo un nemico comune ! " (Thomas Sankara)
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sabato 29 marzo 2008, ore 12:24
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gianiro ha scritto:
Ripeto che spesso i "bulli" sono figli di gente che sta bene economicamente.
Non lo dico io ma i fatti.
Oggi nessuno ha più paura dello Stato, delle autorità, dei presidi e dei professori.
Solo la gente onesta ha paura!

Avevo 22 anni quando all'altezza di un famoso club gelese, una pietra colpì il monante dx della macchina dove era seduta Dada.
Il finestrino era aperto e solo per una frazione di secondo la pietra non la colpì in pieno viso.
Frenai di colpo e vidi che c'erano dei ragazzini che tornanavano di corsa dentro al club!
Sti figghi i iarrusa! (esclamai).
Entrai al Club e riconobbi una delle ragazzine, di circa 12 anni che mi si avvicinò con aria di chi sapeva cosa era successo ed il motivo per cui io ero lì ma sapeva anche (a12 anni) che mai potevo dimostralo.
gli chiesi di vedere suo padre e le mi indicò senza lcun timore di essere rimproverata....anzi.... un signore che stava giocando a tennis.
Mi avvicinai e cercai di spiegargli ciò che era succeso, ma lui neanche si degnava di guardarmi in faccia.
Poi mi disse:"Senta, sto giocando, mia figlia queste cose non le fa, se ha le prove vada a fare la denuncia".
Fosse accaduto oggi, con la maturità acquisita, lo avrei preso a morsi e gli avrei spaccato le racchette ad una ad una, in quel momento l'unica cosa che mi passò in mente di fare era solo quello di prendere atto della risposta e di andare a fare la denuncia.
Prima di uscire incontrai di nuovo l'arrogantissima bambina e cercai di supplire al padre, "troppo impegnato e troppo professionista", nell'educazione.
Gli dissi che col suo gesto stava per ammazzare una persona e che non era una cosa giusta da fare.
Un'altra bambina da dietro si avvicinò e mi disse:"Noi qui ci annoiamo".
Come vi annoiate: campi da tennis, spiaggia, mare, piscina, bar, giochi.
Mi facevano quasi tenerezza perchè non avevano assolutamente la cognizione di quello che stavano dicendo e la colpa non era ovviamente la loro ma di quella specie di esseri che si spacciavano per genitori.

La storia della denuncia è una farsa.
Un poliziotto che invece di cecare di capire la verità per evitare che ciò si potesse ripetere in maniera anche più grave, faceva di tutto per mettermi in difficolta ed impaurirmi per evitare di scendere nei particolari. Cito solo una sua frase: "Ma chi glielo fa fare! Quelli sono tutti avvocati e hanno amici in procura ed in polizia. Le si ritorcerà tutto contro. Si fidi di me, scriviamo che: un masso proveniente da ua direzione non precisa, di peso medio-piccolo, lanciato presumibilmente da un gruppo di giovani non identificabili, che dopo il fatto si davano alla fuga in direzioni diverse!"
Avevo 22 anni, poca esperienza e facilemte impauribile.
Mi mise paura e pian piano decisi di firmare un'inutile denuncia contro ignoti.
VERGOGNA sia io che lo STATO!


gianni....ho letto attentamente la tua storia.....più andavo avanti, più la rabbia, lo schifo si faceva sempre più forte...di sicuro quello che hai passato ti rode ancora dentro perchè è un ingiustizia vera e propria......mah......sono sbalordita......

_________________
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sabato 29 marzo 2008, ore 13:28
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gianiro ha scritto:
Ripeto che spesso i "bulli" sono figli di gente che sta bene economicamente.
Non lo dico io ma i fatti.
Oggi nessuno ha più paura dello Stato, delle autorità, dei presidi e dei professori.
Solo la gente onesta ha paura!

Avevo 22 anni quando all'altezza di un famoso club gelese, una pietra colpì il monante dx della macchina dove era seduta Dada.
Il finestrino era aperto e solo per una frazione di secondo la pietra non la colpì in pieno viso.
Frenai di colpo e vidi che c'erano dei ragazzini che tornanavano di corsa dentro al club!
Sti figghi i iarrusa! (esclamai).
Entrai al Club e riconobbi una delle ragazzine, di circa 12 anni che mi si avvicinò con aria di chi sapeva cosa era successo ed il motivo per cui io ero lì ma sapeva anche (a12 anni) che mai potevo dimostralo.
gli chiesi di vedere suo padre e le mi indicò senza lcun timore di essere rimproverata....anzi.... un signore che stava giocando a tennis.
Mi avvicinai e cercai di spiegargli ciò che era succeso, ma lui neanche si degnava di guardarmi in faccia.
Poi mi disse:"Senta, sto giocando, mia figlia queste cose non le fa, se ha le prove vada a fare la denuncia".
Fosse accaduto oggi, con la maturità acquisita, lo avrei preso a morsi e gli avrei spaccato le racchette ad una ad una, in quel momento l'unica cosa che mi passò in mente di fare era solo quello di prendere atto della risposta e di andare a fare la denuncia.
Prima di uscire incontrai di nuovo l'arrogantissima bambina e cercai di supplire al padre, "troppo impegnato e troppo professionista", nell'educazione.
Gli dissi che col suo gesto stava per ammazzare una persona e che non era una cosa giusta da fare.
Un'altra bambina da dietro si avvicinò e mi disse:"Noi qui ci annoiamo".
Come vi annoiate: campi da tennis, spiaggia, mare, piscina, bar, giochi.
Mi facevano quasi tenerezza perchè non avevano assolutamente la cognizione di quello che stavano dicendo e la colpa non era ovviamente la loro ma di quella specie di esseri che si spacciavano per genitori.

La storia della denuncia è una farsa.
Un poliziotto che invece di cecare di capire la verità per evitare che ciò si potesse ripetere in maniera anche più grave, faceva di tutto per mettermi in difficolta ed impaurirmi per evitare di scendere nei particolari. Cito solo una sua frase: "Ma chi glielo fa fare! Quelli sono tutti avvocati e hanno amici in procura ed in polizia. Le si ritorcerà tutto contro. Si fidi di me, scriviamo che: un masso proveniente da ua direzione non precisa, di peso medio-piccolo, lanciato presumibilmente da un gruppo di giovani non identificabili, che dopo il fatto si davano alla fuga in direzioni diverse!"
Avevo 22 anni, poca esperienza e facilemte impauribile.
Mi mise paura e pian piano decisi di firmare un'inutile denuncia contro ignoti.
VERGOGNA sia io che lo STATO!


gianni....ho letto attentamente la tua storia.....più andavo avanti, più la rabbia, lo schifo si faceva sempre più forte...di sicuro quello che hai passato ti rode ancora dentro perchè è un ingiustizia vera e propria......mah......sono sbalordita......

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sabato 29 marzo 2008, ore 13:28
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Avevo 22 anni, poca esperienza e facilemte impauribile.
Mi mise paura e pian piano decisi di firmare un'inutile denuncia contro ignoti.
VERGOGNA sia io che lo STATO![/quote]

gianni....ho letto attentamente la tua storia.....più andavo avanti, più la rabbia, lo schifo si faceva sempre più forte...di sicuro quello che hai passato ti rode ancora dentro perchè è un ingiustizia vera e propria......mah......sono sbalordita......[/quote]


io dico con sinceritä che tu non ti devi vergognare per quello che hai fatto ... eri giovane e quel cog....ne di ha abilmente raggirato...

qui la cosa piü grave apparte il sasso lanciato e qull'imbecille di un poliziotto .

giuro non ho parole


sabato 29 marzo 2008, ore 14:30
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Caro Gianiro, è mezzora che leggo il tuo,e non so prorpio cosa dire,mi vergogno, soffro con te di sicuro, l'ingiustizia è una ferita dell'anima. Purtroppo la strada è lunga è non credo che arriveremo a capo. lo so che sono brutte parole, guarda l'America o la gran bretagna sono peggio di noi. Alternative? scuole anche il pomeriggio ma, con insegnanti diversi,tipo educatori con tante chiacchere e tanto sport, sopratutto nelle elementari. purtroppo ai genitori perfetti non credo, penso che non esistano,buoni sì, ma stronzo come quello che ti è capitato spero che sia una eccezione. Coraggio e andiamo avanti arrendersi questo no mai, quindi parliamone e tanto.


lunedì 31 marzo 2008, ore 13:00
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