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Feste e Tradizioni di Gela
Festa di San Giuseppe a Gela
Per i siciliani San Giuseppe è il santo patrono per eccellenza della famiglia nonché “avvocato delle cause impossibili”. Oltre ad aprire il ciclo delle feste primaverili, in Sicilia la ricorrenza si caratterizza per una serie di manifestazioni rituali pubbliche e private di grande coinvolgimento popolare, non si potrebbero definire diversamente le preparazioni di meravigliosi altari e soprattutto di banchetti votivi in suo onore: “li tavulati di li vicchiareddi” o “di li povireddi”.

Una delle celebrazioni più belle e suggestive è quella che si svolge a Gela.
Diversi giorni prima della festa, numerose famiglie si dedicano all’allestimento di straordinari “altari” sui quali sono sistemate statuine e immagini del Patriarca e della Sacra Famiglia.

Gli altari sono decorati con fiori, ricami, ramoscelli di allori, mirto, aranci e pani votivi, questi ultimi lavorati con tale maestria da sembrare “scolpiti”.

I “pani” hanno un importante significato sacrale intimimamente legato agli ancestrali simbolismi della natura che si rinnova. Stessa grande preparazione richiedono li “tavulati”, in questo caso la scelta delle pietanze ha un preciso significato dato che esse prevedono l’impiego soprattutto di verdure e frutti legati all’arrivo della primavera. Inoltre vengono disposti minestroni, frittate di verdure, sfinci, pignolata, cannoli.
 
Festa della Maria Santissima d'Alemanna a Gela
Legata alla Gela medievale (Terranova) e agli eventi della storia e delle leggende locali è la grande festa in onore di Maria Santissima d’Alemanna.

Ancora oggi, l’8 settembre è un appuntamento atteso da tutti i cittadini, è un’identificazione con le radici della propria fede, è una privilegiata occasione per ritrovarsi insieme.
La bella icona bizantineggiante della Santa ci riporta alla Terranova voluta da Federico II, che chiamò “i Religiosi Teutonici di Santa Maria d’Alemanna, i cui Frati prestavano culto alla Divina Signora, da essi certamente arrecata.”

Questa tavola è la memoria storica di alcuni avvenimenti significativi della città: quando, durante le incursioni saracene trai secoli XIV e XV, gli alemanni la abbandonarono sotterrandola in una buca nei pressi dell’altare dell’antica, omonima chiesetta; e quando, intorno al 1450, essa fu rinvenuta “miracolosamente” da un contadino e Maria proclamata patrona della città.
I gelesi attribuiscono alla Vergine dell’Alemanna lo scampato pericolo dal terremoto del 1693 e l’incolumità durante il violento bombardamento navale del 10 luglio 1943.


Fin dal 5 settembre (la festa dura 4 giorni), la città illuminata è in grande fermento gioioso, e ci si ritrova il mattino sul lungomare per gustare l’emozione de “ u paliu ‘a ‘ntinna (la cuccagna a mare)”, nel pomeriggio ad assistere alle gare sportive nei diversi quartieri, a visitare le mostre di artigianato locale o le bancarelle, e ci si reca alla Chiesa Madre per sciogliere un voto o per un momento di preghiera alla Vergine dell’Alemanna.
La mattina dell’8 settembre, la Chiesa Madre è meta di una folla che sosta in preghiera davanti all’icona della patrona.

Alle 10.30 il vescovo della Diocesi celebra un solenne Pontificale; al termine, ha luogo in piazza Umberto ’a maschiata in onore della Vergine. Nel tardo pomeriggio si svolge la processione dell’icona per le vie cittadine, con momenti tradizionali toccanti quali la spogliazione dei bambini e le soste: al cimitero monumentale per affidare i defunti a Maria, al Palazzo di Città per invocare sostegno e sapienza sugli amministratori, al viale Mediterraneo per la benedizione del mare, a Mulino a Vento per raccomandare gli operatori economici e gli operai dell’industria, a Porta Caltagirone chiedendo la protezione della patrona sull’agro gelose.

Questo camminare di Maria, carico di gesti devozionali, che talvolta si presentano come folklore o come spontanea religiosità, è accompagnato dal suono delle bande musicali, intercalato dalle invocazioni a Maria e dalle preghiere dei fedeli, e si conclude in piazza Umberto con una suggestiva fiaccolata, mentre la sacra icona rientra nella chiesa.
 
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via bresmes con chiesa madre - anni 60
 

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