| Lettera aperta sul rientro dei legni della nave restaurata |
| Scritto da Nuccio Mulè (Archeoclub d'Italia - Sede di Gela) |
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Alla cortese attenzione del Dirigente della
Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Caltanissetta e per conoscenza all’Assessore Regionale ai BB.CC. e P.I al Commissario Straordinario del Comune di Gela al Presidente della Provincia Regionale ai mass-media Dalla lettura dell’articolo di domenica 3 gennaio u.s. a pag. 7 de La Sicilia (di cui si allega copia), si apprende con vivo rammarico la notizia del rientro delle casse con i "legni", che compongono il relitto della nave greca, non a Gela ma a Caltanissetta.
Pensiamo che ci siano state delle buone ragioni per questa scelta della Soprintendenza. Comunque sia, è incontrovertibile che i reperti della nave devono rientrare a Gela, per questo gli scriventi chiedono alla S.V. quali dovrebbero essere le misure da prendere per conservare a Gela tali reperti in luogo sicuro nell'attesa che si realizzi il nuovo museo delle Navigazione Antica. Si chiede, inoltre, di sapere a che cosa in particolare si riferisce la “perizia”, di cui si scrive nel suddetto articolo. Per quanto riguarda la sicurezza dei reperti, qualora il riferimento fosse per i locali di Bosco Littorio, gli scriventi hanno avuto assicurazione da parte di alcuni imprenditori gelesi di essere in grado di allestire in breve tempo, gratuitamente, un adeguato sistema di allarme, collegato con le Forze dell’Ordine, e una videosorveglianza con telecamere e videoregistratore 24 ore su 24 con possibilità di collegamento in tempo reale tramite internet da qualsiasi posto. Si resta in attesa delle delucidazioni richieste. Arch. Francesco Salinitro
Associazione Senso Civico Prof. Nuccio Muè Archeoclub d’Italia – sede di Gela Avv. Paolo Capici Associazione H Diversamente Abili Dott. Filetti Giuseppe Comitato Centro Storico di Gela Dott. Orazio Genovese Kiwanis di Gela Rocco Pardo Confcommercio di Gela
La Sicilia – domenica 3 gennaio 2009 – pag. 7
GELA. Ci vuole meno tempo in Gran Bretagna a restaurare con tecniche complicatissime i legni di una nave del VI secolo a.C. che in Sicilia a realizzare un edificio prefabbricato in area archeologica per ospitare il prezioso relitto. E’ la storia della nave greco arcaica scoperta a Gela nel 1988. Nel novembre del 2004 alcuni dei legni della nave greca sono stati recuperati dal mare e spediti dalla Soprintendenza di Caltanissetta presso il laboratorio Mary Rose Archeological Services di Portsmouth in Gran Bretagna, un’istituzione internazionale presieduta dal principe Carlo d’Inghilterra. Per restaurare i legni di servono cinque anni di tempo perché vanno immersi in enormi vasche, in un liquido denominato Peg (polietilenglicole): la metodologia applicata consiste nella graduale sostituzione dell’acqua contenuta all’interno della struttura microscopica del legno, con le molecole del polimero. A questo punto può essere esposto in ambienti con adeguata temperatura. Nel 2004 si disse che quei 5 anni sarebbero serviti a creare il museo della navigazione a Bosco Littorio, l’area archeologica che sorge di fronte al luogo in cui il relitto si arenò. I fondi - 5 miliardi di lire - c’erano. Li aveva destinati nel 2000 - traendoli dagli introiti del lotto - un assessore regionale gelese in carica Salvatore Morinello. Ma in tempi della burocrazia nei vanri enti di Sicilia sono lenti. I primi legni delle navi sono ritornati restaurati in Sicilia, chiusi ermeticamente in casse lignee che non si possono aprire perché non esiste ancora il museo per esporli insieme al carico della nave. Il popolo di Facebook diffusasi la voce del ritorno di parte della nave (le casse giunte dall’Inghilterra si trovano a Caltanissetta) ha protestato ed aperto un gruppo. Gela reclama la sua nave unica al mondo ed il suo museo. L’iter del museo è stato costellato da lentezze per le varie autorizzazioni e l’ anno scorso solo l’intervento in extremis di deputati locali ha scongiurato la beffa: le somme stavano per essere stornate altrove dal governo regionale. Per il solo incarico della valutazione di impatto ambientale del museo ci sono voluti 4 mesi. E ora? Pare che sia tutto pronto. O quasi. «Aspetto che mi si autorizzi una perizia - dice il soprintendente di Caltanissetta Rosalba Panvini – noi siamo pronti a farlo questo museo. Ho chiesto anche fondi per la vigilanza. Se me li danno sposto le cassette con i legni a Gela. Altro non posso fare». |
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